• 23 Febbraio 2024

Smartphone Huawei bloccati da Google: che cosa significa?

Android limitato per huawei

Android limitato per huawei

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La notizia che Google ha bloccato l’accesso ai servizi Android, sia a livello di app che di aggiornamenti di sicurezza, non rappresenta solo un brutto colpo per il futuro del produttore cinese ma anche per l’intero settore degli smartphone in tutto il mondo.

Dopo che Trump ha messo Huawei nella sua lista nera, limitando le possibilità di commercio tra i produttori USA e Huawei, Google è stata obbligata a bloccarne l’accesso al Google Play Store, il che significa che in futuro gli utenti non potranno aggiornare le loro app e nemmeno avere gli aggiornamenti di sicurezza di Android OS.

Cosa succederà a chi possiede uno smartphone Huawei?

Abbiamo dovuto rispettare gli ordini e limitare l’accesso ai nostri servizi. In ogni caso chi già possiede un dispositivo Huawei potrà continuare ad usare Google Play e gli aggiornamenti di sicurezza.

Ci sono quindi buone notizie per chi ha da poco investito i propri risparmi su di un costoso Huawei P30 Pro: i dispositivi già venduti dal colosso cinese continueranno a ricevere gli aggiornamenti di sicurezza e avranno accesso al Google Play Store, almeno per il prossimo futuro.

Anche Huawei ha confermato che farà il possibile per garantire i suoi dispositivi e ha sottolineato il proprio ruolo nel settore: 

Huawei ha contribuito in maniera rilevante alla crescita di Android nel mondo. Continueremo a fornire aggiornamenti di sicurezza e servizi post-vendita, a tutti gli smartphone e ai tablet Huawei e Honor venduti, compresi quelli che sono attualmente a listino.

Questo comunque non significa che chi possiede un terminale Huawei può stare tranquillo, non è chiaro infatti quanto potrà durare questo supporto.

Se in media gli aggiornamenti di sicurezza vengono garantiti per due o tre anni dal lancio, questo non è certo per i prossimi modelli, a causa della nuova politica di Google.

I futuri smartphone Huawei continueranno ad usare Android?

La mossa di Google indica che non collaborerà più direttamente con Huawei  per gli aggiornamenti di sicurezza, né offrirà più l’accesso al Google Play Store. Si tratta di un colpo potenzialmente fatale per il marchio che, solo qualche mese fa, puntava a diventare il principale produttore di smartphone nel mondo.

In pratica se Huawei vuole continuare a usare Android come sistema operativo, dovrà usare la Android Open Source Platform (AOSP), che è libera e può essere utilizzata come base per un proprio sistema operativo.

Sarà invece vietato l’accesso ad app strategiche come YouTube, Google Maps e Chrome, e al Google Play Store. Sono tutte app proprietarie di Google che non sono disponibili liberamente e che diventeranno off-limits una volta che la collaborazione si interrompe.

Non potendo accedere al Google Play Store, Huawei sarà obbligata a collaborare con gli sviluppatori per creare versioni personalizzate dei loro software.

Si tratta di una situazione paragonabile a quella di Amazon con Fire OS, il suo sistema basato su Android AOSP che ha un proprio app store e che permette al gigante della distribuzione, di controllare completamente la piattaforma su cui funzionano i suoi tablet Fire e dispositivi Echo.

Se Huawei è obbligata ad usare AOSP, potrebbero esserci conseguenze devastanti visto che avere uno store completo è cruciale per il successo, come hanno ben dimostrato Nokia e Microsoft che non sono riusciti a rendere Windows Phone un’alternativa plausibile ad Android e iOS. E questo nonostante gli investimenti milionari spesi negli strumenti per gli sviluppatori e negli accordi con le principali app, affinché sbarcassero anche sulla loro piattaforma. 

In realtà Huawei ha dichiarato di stare sviluppando da sette anni una sua alternativa ad Android, definendolo “Piano B”, che entrerebbe in azione non appena necessario.

Se Huawei perde l’accesso al Google Play Store, serviranno enormi investimenti per attirare gli sviluppatori e convincerli ad approdare nel proprio store, in modo da tranquillizzare gli utenti che vogliono avere a disposizione le app che servono. Il rischio è quello di perdere grosse quote di mercato in breve tempo.

Gli stessi problemi riguardano Honor, il marchio “economico” di Huawei. Nonostante abbiano cercato di smarcarsi dall’azienda madre Huawei, è stato confermato che verranno colpiti dagli stessi provvedimenti. 

E per quanto riguarda gli altri marchi? Cosa succederà al settore degli smartphone?

Anche se queste sanzioni non colpiscono altri produttori, il messaggio è chiaro: la politica può influenzare i dispositivi che usano miliardi di persone in tutto il mondo.

Anche se ad oggi non ci sono minacce di alcun tipo, è chiaro che anche gli altri produttori devono iniziare a preoccuparsi. 

Solo qualche anno fa Samsung minacciò seriamente di staccarsi dal sistema Android in quanto pensava che Google esercitasse troppo controllo sui suoi smartphone Galaxy. Ha così sviluppato Tizen OS che però sembra un pò “grezzo” per poter equipaggiare i top di gamma della casa coreana.

Qui il beneficiato potrebbe essere Apple, Trump chiede da tempo di spostare le fabbriche dalla Cina agli USA e allo stesso tempo ha esentato Apple dai nuovi dazi imposti alla Cina, in modo che non debba aumentare i prezzi.

Nell’ultimo periodo Huawei è stata una spina nel fianco per Apple.

Il successo del marchio cinese minaccia da vicino Apple anche nel settore dei dispositivi top di gamma e Trump vuole che il marchio americano abbia maggiore successo negli USA. 

Certo è che spostarsi dalla Cina sarebbe molto costoso per Apple, che avrebbe comunque bisogno di alcune componenti chiave cinesi per i propri iPhone. Così non è chiaro quanto una mossa di questo genere potrebbe rivelarsi veramente efficace. 

La scomparsa di Huawei avrebbe effetti anche sugli altri produttori. Lo sviluppo aggressivo di nuove tecnologie da parte del produttore cinese ha spinto gli avversari a loro volta a realizzare nuove tecnologie. Una perdita di un competitor così importante rallenterebbe sicuramente lo sviluppo tecnologico. Le nuove fotocamere Huawei negli ultimi due anni hanno dato il via a una gara che ha dato come risultati migliore qualità, paragonabile a quella delle fotocamere compatte.

Il marchio cinese è anche in competizione con Samsung per realizzare il primo smartphone pieghevole, la sola presenza di Huawei Mate X  ha spinto il marchio coreano a dare il meglio di sè per realizzare un proprio dispositivo pieghevole (anche se forse avrebbe fatto meglio ad aspettare).

Così è tutto finito per Huawei?

C’è comunque una speranza perché Huawei possa continuare ad usare Android e le sue caratteristiche.

Il Dipartimento del Commercio USA ha da poco concesso uno stop di 90 giorni sulle precedenti restrizioni imposte a Huawei, per consentire ai network americani di acquistare le infrastrutture necessarie a gestire le Reti. In pratica ha dovuto ammettere che queste restrizioni avrebbero potuto rivelarsi controproducenti per gli USA.

Google ha confermato da parte sua di stare valutando la situazione e le possibili implicazioni delle sanzioni sul suo ecosistema. Anche aziende americane come Qualcomm saranno colpite da queste decisioni e faranno lobby per cercare di convincere Trump a ritirarle. 

Se alla fine Google sarà costretta a bloccare l’accesso di Huawei ai futuri aggiornamenti di sicurezza e al Play Store, questo rappresenterà un grosso danno per tutti i produttori cinesi, visto che i consumatori non vorranno acquistare modelli che potrebbero rivelarsi inutilizzabili dopo alcuni anni.

Così mentre questa mossa sembra rivolta contro Huawei, avrà effetto sull’intera industria e probabilmente sul prossimo smartphone che comprerete. E potrebbe anche portare alla nascita di un nuovo sistema operativo. 

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valerio sanna

Vsx Blog : il mio punto di vista sul mondo del web, dell'innovazione e della scienza.

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