• 30 Agosto 2025

Come reagire al fenomeno della riduzione dei clic sulle ricerche organiche

Come reagire al fenomeno della riduzione dei clic sulle ricerche organiche
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Negli ultimi anni, il comportamento degli utenti sui motori di ricerca è cambiato in modo significativo. Una tendenza sempre più evidente è quella delle ricerche zero-click, ovvero query per cui l’utente ottiene una risposta direttamente nella SERP (Search Engine Results Page) e non sente la necessità di cliccare su nessun link. A questa dinamica si aggiunge oggi un altro fattore di trasformazione: l’integrazione dell’AI generativa nei risultati di ricerca, come avviene con Google AI Overview.

Per chi lavora in ambito SEO e per chi gestisce un sito web o un eCommerce, questo significa confrontarsi con un contesto più sfidante: meno clic, più concorrenza per l’attenzione e una visibilità organica da riconquistare su nuove basi.

Perché i clic organici stanno diminuendo?

Le cause sono molteplici, ma convergono tutte in un punto: Google (e non solo) sta diventando sempre più responsive. Con la presenza di featured snippet, pannelli knowledge, box “People Also Ask” e ora anche contenuti generati dall’intelligenza artificiale, l’utente riceve molte delle informazioni che cerca senza abbandonare la pagina dei risultati.

Questo non implica necessariamente un calo del traffico per tutti i siti, ma cambia le regole del gioco. I contenuti devono essere più mirati, più autorevoli, più accessibili e, soprattutto, strutturati in modo da poter essere intercettati dai nuovi meccanismi di selezione semantica e sintesi automatica dei motori.

Cosa possono fare i brand (e i publisher)?

La risposta è evolvere. Di fronte a un ambiente digitale che privilegia sintesi e immediatezza, è necessario ripensare l’approccio ai contenuti e alla SEO. Alcuni passaggi chiave:

1. Scrivere per essere selezionati, non solo cliccati

Oggi non basta più scalare la SERP. Bisogna diventare fonte di informazione “degna” di essere inclusa in un contesto generato dall’intelligenza artificiale. Ciò richiede contenuti strutturati, con linguaggio chiaro, organizzazione logica, segmentazione in paragrafi e domande-risposte, citazioni affidabili e aggiornamenti costanti.

2. Lavorare su autorevolezza e segnali di fiducia

Il posizionamento non è più solo una questione di parole chiave. I segnali E-E-A-T (esperienza, competenza, autorevolezza, affidabilità) diventano fondamentali per ottenere visibilità nei nuovi modelli di presentazione dei risultati. Costruire una reputazione digitale attraverso contenuti firmati, fonti attendibili, menzioni e recensioni è oggi più importante che mai.

3. Creare contenuti orientati all’intento

Le pagine informative, le guide, le risposte a domande specifiche, i tutorial o i contenuti di approfondimento ben organizzati hanno molte più probabilità di essere selezionati e visualizzati in contesti AI-driven rispetto a semplici pagine promozionali. Nello specifico, comprendere l’impatto di Overview sulla SEO può aiutare a definire contenuti più adatti a queste nuove logiche di visibilità.

Riposizionare le metriche: l’importanza della brand visibility

Se il traffico organico tende a diminuire, la visibilità di marca guadagna terreno come KPI centrale. Comparire come fonte citata, essere riconosciuti come esperti in un determinato ambito, guadagnare esposizione nei box informativi e nei risultati sintetici dell’AI significa comunque essere presenti nella mente dell’utente, anche senza clic diretto.

La SEO, in questa nuova fase, non scompare ma si ibrida: si lega al branding, alla UX, alla comunicazione e alla content strategy in modo sempre più stretto. L’ottimizzazione diventa una questione di qualità totale del progetto editoriale e della reputazione digitale.

Il calo dei clic organici non è una crisi, ma una trasformazione strutturale. Chi saprà adattarsi, rivedere le priorità e costruire contenuti realmente utili, sarà in grado non solo di mantenere visibilità, ma di rafforzarla. L’intelligenza artificiale impone nuovi criteri, ma premia — ancora una volta — chi punta sulla sostanza. E in un panorama dove le risposte arrivano prima dei clic, essere fonte credibile è la nuova forma di presenza.

Photo credits

Foto di Edho Pratama da Unsplash

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valerio sanna

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